Se nelle prime opere l’artista, formatosi nella bottega del padre Giovanni, in cui alle suggestioni crivellesche si uniscono le novità della pittura umbra, si rifà ai modi crivelleschi, come nella pala di Ortezzano (1510 circa), con la pala di Corridonia (Pinacoteca parrocchiale, probabilmente del 1517) l’accrescimento nella resa dei tipi e della composizione da riferire all’esempio di Luca Signorelli, conosciuto attraverso il polittico di Arcevia.
Dagli anni '20 l'artista guarderà alla pittura veneta, conosciuta attraverso Antonio Solario allora a Fermo, e attraverso Lorenzo Lotto allora a Recanati. Di questa fase sono la Madonna e quattro santi (Moresco) e le pale di San Ginesio, (1533-38 circa: Pinacoteca Comunale) e Ascoli Piceno (chiesa di Sant’Agostino).


Nella
piccola Pinacoteca allestita nel Palazzo Comunale sono custodite
varie opere di notevole pregio, tra cui una tavola di Vincenzo
Pagani, la Natività, ed una Resurrezione di Giovanni Andrea De
Magistris.