Anniversario della scomparsa di Ada Natali la
prima donna Sindaco d'Italia.
Massa Fermana | Il
coordinamento dei Ds della media valle del Tenna ha
voluto ricordare la figura di Ada Natali. Un
personaggio sempre impegnato nel sociale che con il
suo impegno ha portato in giro per il Mondo il nome
di Massa Fermana

Il 27 aprile ricorre il 15°
anniversario della morte di Ada Natali,
il Coordinamento dei Ds della media valle del
Tenna la ricorderà nella riunione convocata a
Massa Fermana per domani 28 aprile. Ada Natali,
perseguitato politico confinata per molti anni
dal regime fascista, partecipa alla lotta di
liberazione, nel 1945 è eletta Sindaco di Massa
Fermana, risulterà essere la prima donna sindaco
d’Italia. Sarà Sindaco fino al 1959. Nel 1948 è
eletta deputato della repubblica. Risulta essere
l’unica donna che partecipa alla prima
delegazione del parlamento italiano nell’URSS
per l’istaurazione di rapporti diplomatici. Per
le sue doti umane e di rapporto con la gente nel
1953 è inviata da Palmiro Togliatti in Sicilia
per l’avvio di una politica attiva delle donne
nelle istituzioni.
Ada Natali è nata a Massa Fermana
il 5 marzo 1898, figlia di Giuseppe Natali
Sindaco socialista di Massa Fermana, nel 1916,
all'età di 18 anni si diploma alle magistrali ed
incomincia subito l'insegnamento. A Massa
Fermana e nella zona era conosciuta ed è
ricordata coma la “maestra Ada". Subito dopo il
conseguimento del diploma si iscrive alla
facoltà di giurisprudenza dell'Università di
Macerata. Nel 1922 le squadracce fasciste
picchiano a sangue il padre, la madre muore di
dolore poco dopo, e Lei viene confinata nella
montagna interna di Roccafluvione.
Nel 1936 chiede di essere
avvicinata a Macerata al fine di poter
continuare gli studi. Viene trasferita ad
Appezzana di Loro Piceno, una località dove non
c'erano ancora le strade. Sempre controllata a
vista dai Carabinieri. A piedi si trasferiva a
Passo Loro dove poteva prendere il pulman per
recarsi a Macerata per sostenere gli esami.
Consegue la laurea in Giurisprudenza. I
Contadini di Roccafluvione e di Loro Piceno,
fino a qualche anno fa la ricordavano
soprattutto perché da Lei avevano imparato a
leggere e a scrivere, ma anche per le sue doti
di umanità che la distinguevano e per i rapporti
che riusciva ad instaurare con la gente.
Con la lotta di liberazione torna
in libertà e partecipa con le truppe partigiane
alle battaglie di Pian di Piega e San Ginesio
nel maceratese. Eletta Sindaco di Massa Fermana
nel 1945 diviene la prima donna Sindaco
d'Italia. Sarà Sindaco di Massa Fermana fino al
1959. Nel 1948 fu eletta Deputato nelle liste
del P.C.I. Come parlamentare partecipa ad una
delle prime delegazioni che si reca nell'URSS
per avviare i primi contatti Istituzionali. Nel
1953 partecipa attivamente nella campagna
elettorale in Sicilia dove fu inviata da
Togliatti, allora segretario del Partito
Comunista Italiano, a parlare alla gente
semplice ed in particolare con le donne, per la
sua capacità di rapportarsi con loro e per il
suo grande senso di umanità. Partecipa a tutte
le iniziative per l'emancipazione femminile.
Nel 1946, in qualità di Sindaco,
inventò le colonie per bambini a Massa Fermana
ma era solo un pretesto per dare un piatto di
minestra ai bambini delle famiglie più povere.
Nei primi anni cinquanta
partecipa e sostiene tutte le lotte delle
operaie delle fabbriche di cappelli impegnate
nella conquista del primo contratto di lavoro.
Al fine di far riscaldare le operaie riunite in
assemblea permanente ordina ai dipendenti del
comune di raccogliere la legna presso la Selva
che circonda il Convento dei Frati Francescani.
Per questo motivo fu denunciata e
processata. Fu difesa da un'équipe di avvocati
fra cui c'era l'On. Terracini Presidente
dell'Assemblea Costituente. Fu assolta con
formula piena. Donna coraggiosa e decisa pur di
salvare alcune opere artistiche di grande valore
come la “natività” di Vincenzo Pagani,
alla non curanza della Soprintendenza risponde
con la vendita di alcuni pezzi di scarso valore
storico - artistico per procurarsi i
finanziamenti necessari allo scopo. Anche per
questo motivo, dalla stessa opposizione in
Consiglio Comunale, venne denunciata e
processata.Venne assolta con formula piena.
Ritiratasi a vita privata mantiene i rapporti
con il movimento femminile e con alcuni
parlamentari Come Arturo Colombi, Amendola,
Ingrao, Ugo Pecchioli, Nilde Iotti ed altri.
Negli ultimi anni della sua vita si spostava,
anche se a fatica per le sue non buone
condizioni fisiche, tra Massa Fermana e
Montappone per dare da mangiare ad un numero
enorme di gatti dei quali era diventata la
protettrice. Comunista ma anche cattolica
praticante mantiene i rapporti con la chiesa
locale, con i Sacramentini e con il Santuario
del SS. Crocifisso di Mogliano al quale elargiva
consistenti contributi. Non si è mai allontanata
da Massa Fermana dove è vissuta fino al
1990.
Alla sua morte, avvenuta 1l 27 aprile
1990, numerose sono state le testimonianze pervenute
da diverse località d'Italia ed in particolare dalla
Presidenza della Camera dei Deputati.