|
Servigliano
Ridiscendendo
in direzione mare arriviamo a SERVIGLIANO. Prima di
giungere al centro abitato troviamo la località Curetta, sede
dell'antico castello abbandonato a causa di un ampio
smottamento, con la Parrocchiale (XVIII sec.) che conserva una
tela di A. Liozzi. Entriamo da Porta Navarra; il centro attuale
che
tra il 1772 e il 1866 ebbe il nome di Castel Clementi non venne
edificato ex novo per disposizione di Papa Clemente XIV, dopo
che il vecchio incasato intorno al 1750 cominciò a rovinare per
dissesti idrogeologici.
L'architetto Virginio Bracci progettò un impianto razionale,
quadrangolare, in stile neoclassico, a strade perpendicolari e
case a schiera. Possiamo visitare il Palazzo Municipale con la
corte quadrangolare e la splendida magnolia, la Coe-
giata di S. Marco con tele del XVIII sec. di Alessandro e
Filippo Ricci e un prezioso reliquiario del 1403.In Borgo
Leopardi è il complesso dell'ex Convento dei frati Minori
OsseNanti (XVI sec.) con annessa la Chiesa di S. Maria del Piano
che conserva pregevoli affreschi, sculture lignee e pale
d'altare del XVI sec.. Uscendo da Porta Santo Spirito, in
direzione Amandola troviamo il Parco della Pace, parco giochi e
spazio per attività sportive: è un campo di concentramento
attivo a Servigliano tra il 1916 e il 1957, nel quale furono.
raccolti prigionieri austro-tedeschi durante la prima Guerra
Mondiale e dal 1940 al 1943, prigionieri angloamericani. Tra il
1943 e il 1944 nel campo vennero rinchiuse alcune centinaia di
ebrei, in gran parte finiti ad Auschwitz; successivamente vi
trovarono riparo profughi giuliani e dalmati. Numerose e tutte
immerse nel verde, le ville di campagna: da Villa Brancadoro che
è possibile scorgere transitando sulla provinciale per Amandola,
a Villa Vecchiotti, lungo la strada che sale a Santa Vittoria in
Matenano. Percorrendo la strada, sempre in direzione Amandola,
raggiungiamo la Chiesa rurale di San Gualtiero, con abside
gotica ed affreschi del XVII sec..
|
|