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Monte Vidon Combatte
Continuando il nostro itinerario arriviamo a MONTE VIDON
COMBATTE.
Prima di immetterci nella Porta a doppio fornice della metà del
XIV sec., l'attenzione viene attirata da una loggia a cinque
archi, incorporata in un palazzo privato, il Palazzo Pelagal/o
di origine trecentesca, una volta di proprietà di signori
feudali. Attraverso il primo
fornice, alquanto suggestivo si accede al vecchio incasato;
superato il secondo, per un altro arco, si arriva al centro
storico, interessante per la Chiesa Parrocchiale di San Biagio,
progettata dall'architetto Piero Maggi, dotata di un
possente campanile recentemente restaurato. AI suo interno si
conservano un dipinto ad olio su tela, di scuola romana del '600
ed un organo di
stampo callidiano. Intorno al paese è conservata buona parte del
tracciato delle mura dei secco XIV- XV,un chilometro dal centro
abitato, incontriamo la Chiesa rurale intitolata a S. Procolo
Vescovo. Lateralmente troviamo una chiesa romanica dove è
possibile notare elementi in laterizio, travertino, mattone in
cotto e perfino arenaria decorata secondo i classici stili
longobardi.Nella parete sud, incastonati nella pietra, si
possono rintracciare resti di un'antica macina. Entrando
lateralmente ci si trova in un ambiente raccolto, con copertura
a capriate, ed in una zona absidale con altare in pietra. Sulla
parete orientale è possibile vedere allineata su pannelli
diversi e quindi sovrapposta, una serie di affreschi votivi.
Nella stessa parete, ma in un pannello rialzato di circa 40
centimetri, rinveniamo un secondo ciclo di affreschi. Le opere
quattrocentesche presenti nella Chiesa sono state attribuite a
diverse scuole: la tesi più accreditata indicherebbe come autori
dei
lavori alcuni esponenti della scuola cosiddetta "Farfense".
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