|
Falerone
Il nostro viaggio si conclude a FALERONE.
Percorriamo
la ex statale 210 Faleriense fino a Piane di Falerone. Alla
sommità troviamo Falerone salengo verso il paese dopo circa 2
Km, sulla sinistra, unaChiesa rurale di S. Paolino, posta tra il
verde e i campi coltivati. Di origine longobarda, realizzata con
pietre di fiume e materiale proveniente da edifici romani, la
Chiesa ha caratteri romani gotici; la torre quadrangolare, ad
uno spiovente, ha un'elegante bifora nella terza sezione;
ristrutturazioni posteriori non ne hanno guastato il carattere
di armonioso decoro. Falerone, erede della romana "Falerio
Picenus", rispose ad esigenze strategiche difensive che sorsero
dopo il declino dell'impero romano. La colonia di Falerio
Picenus fu dedotta da Augusto probabilmente dopo la battaglia di
Azio (31 a.C.). Le principali testimonianze archeologiche sono
costituite dai resti dell' Anfiteatro, dalle Cisterne e dallo
straordinario Teatro, tra i meglio conservati. L'intero
complesso, non ancora completamente riportato alla luce,
costituisce uno tra i più importanti Parchi Archeologici del
centro Italia. Dell'antico impianto urbano restano mura e
torrioni; su Piazza della Libertà si affacciano la Chiesa di S.
Fortunato (XIII-XIV secc.), ricca di un antico portale del 144O,
della statua lignea del Santo e di una tavola di Vitto re
Crivelli, recentemente restaurata e di un dipinto di Marino
Angeli del XV sec.; di fronte le stupende
Loggette dei Mercanti (prima metà del XV sec.). Presso l'ex
convento di S. Francesco, nel Museo Archeologico Comunale,
recentemente riqualificato, !;nnn c:nn!;ArvatA interessanti
testimonianze (che in parte si trovano presso i Musei
Archeologici
di Ascoli Piceno, Fermo e persino al Louvre) riferite
all'insediamento
romano in località Piane di Falerone. Percorrendo Corso
Garibaldi ci possiamo interessare dell'abitazione
quattrocentesca che si trova al civico 24; giungiamo così alla
centrale Piazza della Concordia, con la Chiesa Parrocchiale,
l'attuale sede del Municipio (all'interno, "S. Francesco riceve
le stigmate", attribuito a Carlo da Camerino) e Palazzo Emifiani,
ristrutturato per ospitare gli uffici comunali. Ritornando in
Largo Ferrer, in direzione Sant'Angelo in Pontano raggiungiamo
la Chiesa rurale di S. Margherita. Realizzata nel XIII
sec., subì delle trasformazioni notevoli nel '700. Sulla
paretedella casa parrocchiale, posta di fronte all'ingresso
della Chiesa, c'è un gruppo in pietra, "Madonna ,di Loreto col
triregno e Bambino",
di arte popolare marchigiana dei secco XV-XVI.
|
|