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Carassai
Il nostro percorso termina a CARASSAI
dove
ci si può fermare su-
bito nel piazzale per visitare la Collegiata di S. Maria del
Buon Gesù in stile rinascimentale-barocco a tre navate,
istituita nell'anno 1788. Entrando, notiamo, nella navata
destra, una tavola del Pagani e una tela attribuita alla scuola
del Pomarancio della fine del XVII sec. e nella navata sinistra,
troviamo una tela del Boscoli "La Crocifissione" (1601). Pregevo
li sono l'organo a canne (XVII sec.) e la cantoria con la fonte
battesimale del XVIII sec.. Sull'altare si trova la "Madonna
della Misericordia" mentre nella cripta è visitabile il Museo di
Arte sacra. Accanto alla chiesa vi è un Cappellone a forma
ottagonale dove sono da ammirare le nicchie con i Santi.
Percorrendo la via che costeggia i giardini pubblici
raggiungiamo Piazza Giacomo Leopardi dove si imbocca la via
principale: via Roma, nella quale è possibile ammirare il
Palazzo Polini-Moretti, ex sede del Museo Archeologico. Da via
Cesare Battisti accediamo, tramite un arco, ai cosiddetti
Camminamenti Militari dei secco XIV e XV che presentano delle
caditoie, ossia antichi fori di scolo. Dopo aver percorso tutta
via Roma ci troviamo di fronte al Palazzo Comunale con uno
stupendo portico. AI primo piano dell'edificio è stata allestita
la sede dell'Antiquarium Comunale ricco di reperti archeologici
di epoca villanoviana, picena, romana nonché medioevale. Uscendo
dal museo, a destra del Municipio è visitabile l'Oratorio di S.
Monica (1699) in stile tardobarocco con stelle a sei punte nella
parte superiore della facciata. Attraverso delle scalette
arriviamo al Castello Vecchio ossia all'antico nucleo abitativo
costituito da stradine circolari che culminano con la Chiesa di
S. Lorenzo, caratterizzata dalla sovrapposta torre campanaria
del 1424. AI suo interno trovava collocazione una tavola di
Vincenzo Pagani trasferita successivamente nella Collegiata di
S. Maria del Buon Gesù ed una tela della SCIJOI;l del Pomarancio.
Lasciando il paese e proseguendo per via Aso Rocca, dopo circa 4
chilometri, giungiamo ad uno dei castelli meglio conservati in
tutta l'area del territorio quello di Montevarmine risalente al
X sec.. Dalle poderose mura si innalza un'alta torre di merli
ghibellini munita di arciere e piombatoi; il Castello era in
realtà una grossa fattoria fortificata, dove nel secolo scorso è
stata rinvenuta la Bombarde/fa manesca datata 1341, la prima
arma da fuoco maneggevole conosciuta. All'interno osserviamo il
cortile e la Chiesa di S. Pietro che conservava un'opera di
Vittore Crivelli. Scendendo dal Castello
di Montevarmine in direzione del fiume Aso giungiamo alla Chiesa
di S. Angelo in Piano, dove sono da notare caratteristiche
peculiari
come le finestre oblunghe a forma di feritoia ed una
acquasantiera a
forma di conchiglia. |
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