|
SANTA VITTORIA IN MATENANO
In
direzione monti incontriamo nel nostro itinerario SANTA VITTORIA
IN MATENANO. Non si può parlare di Santa Vittoria in Matenano
senza legare il paese alla grandezza degli Abati di Farfa.
L'aggiunta della parola Matenano è avvenuta successivamente
all'Unità d'Italia nel 1862. Cominciando il nostro giro dalla
Porla San Salvatore, su cui si staglia l'imponente Torre
dell'Abate Oderisio (XIV sec.), troviamo il quattrocentesco
Palazzo Melis, dalle originali finestre, Palazzo Monti e
l'antica Chiesa di Sant'Agostino (XVI sec.), dove vi si conserva
tra l'altro un organo del 1603, con il quattrocentesco chiostro
completamente rifatto e il convento che oggi ospita il
Municipio, ricco di pergamene che vanno dal 1212 al 1807 e di un
affresco del Pagani. Una piccola strada sale verso la sommità
del borgo: percorrendola arriviamo al Convento delle Benedettine
(990), completamente rimesso a nuovo; nella facciata iscrizioni
del 1300, all'interno una Pietà del XV sec.. Saliamo ancora per
raggiungere la Collegiata di Santa Vittoria, la cui cripta
conserva, in un'urna quattrocentesca, i resti della Santa e la
cui cella campal'l8ria è formata da ben sette campane. Nella
chiesa superiore si custodisce: un "San Francesco", tela del XVI
sec., la "Vergine del Rosario" di A. Ricci del XVII sec. ed un
"San Giovanni Battista" di Ghezzi (XVII sec.). A destra della
chiesa, su una altura boscosa è il cosiddetto CappelIone, avanzo
di una grande chiesa monastica farfense che comprende, su11a
sinistra, il celebre Oratorio Fatfense completamente affrescato
dalla splendida mano di Fra' Marino Angeli e dei suoi
collaboratori, intorno alla metà del Quattrocento, con scene
della vita di Cristo ed immagini di Evangelisti e Dottori della
Chiesa. Da non dimenticare il Teatro del Leone. Da visitare, in
campagna, la Fonte del latte, che la tradizione vuole essere
scaturita miracolosamente durante la sosta dei Monaci che
trasportavano le reliquie di S. Vittoria e poco distante la
Chiesetta di Santa Maria
degli Angeli con l' affresco raffigurantela "Madonna del Latte".piccola
strada sale verso la sommità del borgo: percorrendola arriviamo
al Convento delle Benedettine
(990), completamente rimesso a nuovo; nella facciata iscrizioni
del 1300, all'interno una Pietà del XV sec.. Saliamo ancora per
raggiungere la Collegiata di Santa Vittoria, la cui cripta
conserva, in un'urna quattrocentesca, i resti della Santa e la
cui cella campanaria è formata da ben sette campane. Nella
chiesa superiore si custodisce: un "San Francesco", tela del XVI
sec., la "Vergine del Rosario" di A. Ricci del XVII sec. ed un
"San Giovanni Battista" di Ghezzi (XVII sec.). A destra della
chiesa, su una altura boscosa è il cosiddetto CappeJlone, avanzo
di una grande chiesa monastica farfense che comprende, sulla
sinistra,
il celebre Oratorio Falfense completamente affrescato dalla
splendida mano di Fra' Marino Angeli e dei suoi collaboratori,
intorno alla metà del Quattrocento, con scene della vita di
Cristo ed immagini di Evangelisti e Dottori della Chiesa. Da non
dimenticare il Teatro del Leone. Da visitare, in campagna, la
Fonte del latte, che la tradizione vuole essere scaturita
miracolosamente durante la sosta dei Monaci che trasportavano le
reliquie di S. Vittoria e poco distante la Chiesetta di Santa
Maria degli Angeli con l' affresco raffigurantela "Madonna del
Latte".
|
|