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Moresco Arte da vedere

Vincenzo Pagani
Crocefisso con ai piedi la Vergine e santi Maddalena, Giovanni
e Pietro; Chiesa di S. Maria dell'Olmosco (cm 318x207) con in mezzo Gesù Crocifisso con due angeli che raccolgono in due tazze il sangue versato dalle ferite delle mani ed ai piedi della Croce sono S. Giovanni Evangelista, l'Addolorata, la Maddalena e S. Pietro Apostolo. Madonna in gloria con Bambino e Santi Lorenzo, Rocco, Sofia e Nicola di Bari; Palazzo Comunale. Pala d'altare dove la Madonna e gli Angeli sono dipinti ad olio su tavola centinata (cm 270x180). In alto tra le nubi, siede la Vergine in veste rossa e manto azzurro, con il Bambino benedicente tra le braccia in basso si ergono belle e dignitose le figure di S. Lorenzo, S. Rocca S. Sofia, S. Nicola da Bari. Nelk sfondo un castello turrito, collinette con alberelli ed una striscia di mare con due barchette secondo il caratteristico paesaggio del luogo. Una gloria di sette Angeli che si muovono intorno alla Vergine segue l'influenza jell'ispirazione raffaellesca, cui l'autore si rivolse nelle migliori opere della sua maturità. Questa pala d'altare non è più nella Chiesa, ora si trova nella Sala consiliare del Palazzo civico del Comune di Moresco.con alberelli ed una striscia di mare con due barchette secondo il caratteristico paesaggio del luogo. Una gloria di sette Angeli che si muovo-
no intorno alla Vergine segue l'influenza;ell'ispirazione raffaellesca, cui l'autore si rivolse nelle migliori opere della sua maturità. Questa pala d'altare non è più nella Chiesa, ora si trova nella Sala consiliare del Palazzo civico del Comune di
Moresco. Madonna in trono con Bambino Portico laterale detta Piazza. Affresco (cm 277x202). Si trova sul Iato sinistro della piazza Castello, di fronte al Municipio ed era insrito nella navata laterale dell'antica chiesa parrocchiale dei SS. Lorenzo e Nicolò. Nella cornice del trono è inserita la figura mesta e dolce della Ma-
donna che veste un abito con un nuovo modello di manica. Intorno, molto deteriorati, dei quadretti con la vita di Gesù; il recente restauro ha esaltato disegni e colori esistenti mettendo in evidenza insanabili mancanze riguardanti le scene dei misteri del rosario 
Carlo Crivelli
(Venezia, 1430-Ascoli Piceno 1493) Lavorò a Padova, nella bottega dello Squarcione al tempo in cui vi lavorava anche Mantegna. La sua prima opera, la Madonna della Passione, che si trova a Verona nel Museo Civico d'arte, ci mostra come la sua pittura leghi modi rinascimentali, tardo-gotici veneziani con la tendenza all'astrazione dei colori e delle forme ed un certo gusto per la definizione grafica; una pittura che rievoca lo smalto delle icone e dei mosaici bizantini. Tutto questo è evidente nel grandioso Polittico di Ascoli Piceno realizzato nel 1473, nel quale le figure sono dipinte su un fondo in oro, il tutto racchiuso in una sfarzosa cornice dorata. Nel 1486, sempre ad Ascoli Piceno, dipinse L'annunciazione chiaramente ispirata al Mantegna. Tra le altre opere importanti: La Pietà della Pinacoteca di Brera, La Madonna col Bambino al Metropolitan Museum di New York. Il pittore morirà ad Ascoli Piceno nel 1493 circa. Vittore Crivelli (V~, 1440cirrn-Fermo, 1ffi2cirrn) Fratello minore del più celebre Carlo, il cui stile imitò assai da vicino pur ricordando a volte anche suggerimenti dei Vivarini, in particolare di Bartolomeo. Una prima attività in Dalmazia è testimoniata da tre documenti (1465, 1469, 1470) che lo dicono attivo a Zara, mentre nel 1481 è già nelle Marche, evidentemente al seguito di Carlo. Per diverse chiese della regione elabora sontuosi polittici racchiusi in elaborate cornici di gusto ancora gotico, dove figure dalla grazia impassibile e manierata galleggia- no in un'aura d'oro, impreziosita dalla resa sfavillante di broccati, armature, oreficerie. Una serie di opere datate consente di seguirne il percorso per un ventennio fino all'ultima commissione per un po- littico a Osi mo, nel 1501, lasciato incompiuto. Vincenzo Pagani (Monterubbiano 1490 -1568) Il più fecondo pittore attivo nelle Marche nel primo Cinquecento, tra le opere della sua fase gio- vanile da ricordare è la Madonna col Bambino e quattro Santi della Chiesa parrocchiale di Ortezza- no, databile intorno al 1510. La copiosissima produzione del Pagani viene ad occupare il posto lasciato vuoto dall'estinguersi della bottega crivellesca. Si tratta di un awicendamento ben poco traumatico, come d'altra parte dimostra l'immediato consenso riscosso presso la committenza locale. La forma mentis del Pagani è fondamentalmente ancorata alla cultura dei Crivelli e dei loro seguaci nella zona, con prudenti e graduali aggiustamenti nel tempo nella direzione umbro-raffaellesca come in quella del Lotto, senza che questo comporti un effettivo superamento dei rigidi linearismi quat- trocenteschi. .

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