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Sirolo
Il Comune di Sirolo si estende su di una superficie di terreno, per lo più collinare, di circa ettari 1.670; è delimitato dalla provincia di Ancona, dal mare Adriatico e dai comuni di Camerano, Castelfidardo e Numana. La  posizione incantevole, a metri 125 a picco sul mare, ne fa un gioiello che spicca sul piatto litorale. Da tempo è meta ambita di villeggiatura per italiani e stranieri, attratti, oltre che dall’ineguagliabile colore del suo mare, dei suoi scogli, delle sue spiagge, anche dalla ricca vegetazione e dall’ambiente semplice e accogliente tanto che, per più anni di seguito, Sirolo ha avuto il prestigioso riconoscimento con la “Bandiera Blu” che premia le sue acque limpide e il suo territorio incontaminato. Il fondale delle sue spiagge, che può essere ammirato anche con il prezioso ausilio del Circolo Sub Sirolo, è uno dei più pescosi d’Europa ed è popolato di spigole, mormore, sgombri, aguglie, occhiate, sugheri ecc. Spettacolari vedute panoramiche si presentano all’occhio del turista che si affaccia alla balaustra di Piazzale Marino. Il monte Conero è così vicino che se ne respira il profumo.
Le spiagge
La Spiaggia Urbani
La spiaggia Urbani, con le sue file di ombrelloni blu, circolari e prospettiche, termina a nord con una rupe alta, protetta da una barriera di scogli. Da lì comincia la spiaggia S. Michele che si protende fino alle falde del Conero. La spiaggia è bellissima e ventilata; vicino all’acqua la ghiaia è fine, piccola e rosa. Oltre la spiaggia del Santo, si raggiunge la spiaggia dei Sassi Neri, quella dei Gabbiani e delle Due Sorelle.
 
Il carattere della gente
Essere di paese, conoscere la dolcezza dei luoghi, gli angoli delle case, fa nascere in chi vive in questi luoghi l’orgoglio di essere paesano. La vita minuta nelle piazze e nelle botteghe, la capatina nelle case altrui, le curiosità e i pettegolezzi rendono i giorni più leggeri.  Il carattere dei sirolesi è parte della loro  storia, dentro il castello medioevale, dentro i mestieri esercitati nei vicoli e le attrazioni del monte. E’ gente taciturna e allegra, seria e faceta a seconda dell’ora e del giorno. Religiosa ed emotiva nei Venerdì santi, spensierata nei carnevali, espansiva nelle rappresentazioni teatrali, dissacrante nei tiri birboni. Quello sirolese è un popolo pieno di virtù terrestri, attaccato alla pietra, al terreno, alla sua aria. Tra mare e monte, tra il moderno e l’antico, Sirolo guarda al miraggio del turismo ma sembra riflettere per non perdere in un sol colpo i caratteri originali del suo territorio, il suo aspetto, la sua indole e il suo cuore paesano.
 
Il centro del paese
Ovunque si vada, nella nuova e accogliente Piazza del paese, le cui forme danno l’impressione di essere su di una nave in crociera, dove la notte si illumina e si trasforma  con i suoi chiaroscuri, c’è un personaggio che vi segue dappertutto, come un’ombra, con il suo mantello bruno. Questo personaggio, unico e inimitabile, lavorato dall’acqua e corroso dal vento e bruciato dal fuoco, è il monte Conero. Tutti respirano, senza accorgersi, la sua aria e ne sentono il suo respiro. Per capire che cosa sia il “Monte” per i sirolesi bisogna  risalire molto indietro nel tempo in cui la gente si arrampicava sui sassi, coltivava la terra, raccoglieva i corbezzoli, cavava la pietra. Il monte era calore per l’inverno, cibo contro la fame, nascondiglio in tempo di guerra. Il centro fisico di Sirolo è altrettanto straordinario perchè compreso nell’effetto monte. Tra i caffè all’aperto, sulla piazza, i tavolini si allungano per dare alla platea estiva occasioni per incontri e appuntamenti tra gelati, aperitivi e musica. Nella piazza i madonnari disegnano arabeschi, gli artigiani vendono chimere e i pittori espongono le loro visioni e gli scorci panoramici.
 

 

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